Il boom del e-commerce: cosa significa per i rivenditori tradizionali?


Spinto dai recenti sviluppi tecnologici e dall’incremento esponenziale della classe media nella regione, l’e-commerce è diventato una fattore importante nella crescita PIL dei paesi sud-est asiatici. Secondo una ricerca condotta da Google e Temasek Holdings, questa tendenza è in aumento, prevista di raggiungere $88 miliardi in volume lordo di merce, ad un tasso di crescita di 16 volte tra il 2015 e 2025.
Con la transizione della rivendita verso l’universo digitale, e la chiusura di celebri negozi di marchi internazionali, tra cui BCBG Max Azria e Abercrombie & Fitch, stiamo arrivando alla fine della rivendita al dettaglio tradizionale?
Probabilmente no.

L’azienda americana Bonomos.com, inizialmente specializzata nella rivendita online di abbigliamento da uomo, ha aperto il suo primo ed unico “Guide Shop” [negozio catalogo], con in programma di aprire 100 punti vendita entro il 2020, nonostante il calo delle vendite nei centri commerciali. Questi “guide shops” hanno come obbiettivo di fornire un’attenzione particolare al cliente, il quale può provare la collezione in esposizione fino a trovare l’indumento perfetto. Tuttavia, contrariamente alla rivendita tradizionale, i clienti inseriscono un ordine d’acquisto in negozio che verrà recapitato loro direttamente a casa gratuitamente.
Questo è solo un caso di “Nuovo Retail”: il modello multicanale sostenuto Jack Ma, fondatore di Alibaba Group, nel quale si integrano presenza virtuale ed esperienza fisica e che deve essere supportato da un singolo sistema logistico. Tramite un’analisi del comportamento digitale di ogni cliente, i “Nuovi Retailers” hanno un vantaggio sul consumatore ad ogni passo della vendita. Per esempio, il negozio fisico può riorganizzare le sue vetrine traendo ispirazione dalle preferenze online dei clienti, misurate sul numero di click.
Ad ogni modo, c’è ancora bisogno di rispondere alla domanda sempre presente dei clienti che vogliono vedere e toccare i prodotti che vogliono acquistare. I rivenditori online, limitati da questo aspetto, stanno lentamente testando alcuni elementi della rivendita tradizionale, per mantenere il cliente interessato dal primo momento alla vendita.
Visto che oggigiorno la maggior parte degli acquisti offline iniziano con la scoperta dei prodotti su piattaforme digitali, anche i marchi internazionali più noti che sono ancora organizzati su un modello tradizionale devono essere attenti ai cambiamenti radicali che sta subendo il retail. Con il costante bombardamento pubblicitario e il facile accesso all’informazione, il clienti medio ha raggiunto un livello di sofisticazione mai visto.
L’obiettivo dei rivenditori è cambiato completamente nell’ultimo decennio, quindi adesso devono imperativamente coinvolgere il loro target in un marketing basato su nuove esperienze, o che invoca forti emozioni direttamente associate al marchio.
In conclusione, l’industria ha un urgente bisogno di reinventarsi e modernizzare la sua intera struttura, non solo la scelta e vendita del prodotto. Il coinvolgimento diretto del cliente è oramai importante quanto il prodotti in sé per mantenere un’efficace strategia di vendita, per sopravvivere la completa perturbazione dell’universo retail e la sua nuova era.